La testata e il progetto
Mondoperaio

L’archivio digitalizzato di “Mondo Operaio” (ora “Mondoperaio”) qui pubblicato, fa parte dei progetti di digitalizzazione delle risorse della Biblioteca del Senato, a partire dalle sue collezioni cartacee, in questo caso integrate per i pochi fascicoli mancanti grazie al contributo della Biblioteca della Camera dei deputati, della Biblioteca della Fondazione Lelio e Lisli Basso e della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

La realizzazione del progetto è stata resa possibile dalla disponibilità della Rivista e del suo direttore, Luigi Covatta che, in quanto detentore legale dei diritti, nell’ottobre del 2019 concedeva la liberatoria per la pubblicazione online dell’archivio, mettendo generosamente a disposizione della banca dati i fascicoli pubblicati dal 2009 fino all’anno precedente a quello in corso.

La notizia della sua recente, improvvisa scomparsa, avvenuta proprio in coincidenza con la pubblicazione online della banca dati, ha lasciato attoniti tutti coloro che a questo lavoro si sono dedicati in questi mesi. All’intellettuale e allo storico dirigente del partito socialista italiano resta la gratitudine della Biblioteca del Senato e degli studiosi in generale per aver consentito il compimento di una impresa dal grande valore culturale e dalla profonda sensibilità democratica.

La rivista, una tra le più significative all’interno del panorama politico e intellettuale italiano dal secondo dopoguerra ad oggi, fu fondata da Pietro Nenni e uscì per la prima volta il 4 dicembre 1948. La finalità era duplice: analizzare e approfondire i vari temi della politica internazionale in modo da «dare alla classe lavoratrice italiana e agli studiosi di politica estera una rivista seria nella documentazione, agguerrita nella lotta per la pace, ispirata alle [nostre] idealità e agli interessi del proletariato» (Una lettera del compagno Nenni, “Avanti!”, ed. di Milano, 16 ottobre 1948); fornire una tribuna dalla quale la corrente di sinistra del PSI, posta in minoranza nel Congresso di Genova del 1948, avesse la possibilità di argomentare liberamente le proprie posizioni all’interno e al di fuori del partito.

Diventata organo ufficiale del PSI, la rivista assunse ben presto un ruolo fondamentale nel dibattito su temi essenziali di politica interna, della ricostruzione economica nell’Italia del dopoguerra, della questione staliniana e in seguito, della grande stagione delle riforme politico-sociali. Alla direzione e alla condirezione si alternano Rodolfo Morandi, Francesco De Martino, Antonio Giolitti, Gaetano Arfè, Raniero Panzieri.

Nel 1972 ne assume la direzione Federico Coen, che ne cambia la testata (da “Mondo Operaio” a “Mondoperaio”) ed apre la rivista alla collaborazione di esponenti di spicco della cultura italiana. Norberto Bobbio, Massimo L. Salvadori, Ernesto Galli della Loggia, Gianfranco Pasquino, Franco Momigliano, Paolo Flores D’Arcais, Giampiero Mughini sono soltanto alcune tra le firme più prestigiose che avviarono il processo di revisione dei fondamenti teorici del socialismo, affiancandosi a Giuliano Amato, Gino Giugni, Giorgio Ruffolo, Francesco Forte, Luciano Cafagna.

Nel 1984 Luciano Pellicani subentra a Coen promovuendo il rinnovamento del partito. Coscienza critica del socialismo italiano, “Mondoperaio” sospese temporaneamente le sue pubblicazioni allo scioglimento del PSI nel 1994 per riprenderle l’anno dopo sotto la direzione di Alberto La Volpe, e poi ancora di Luciano Pellicani. Dal 2009 al 18 aprile 2021 la rivista è stata diretta da Luigi Covatta. “Mondoperaio” esce in formato cartaceo ed elettronico e ha un suo sito: https://www.mondoperaio.net/.